Martedì 12 marzo 2024 la Fondazione Connecting Cultures nella sua sede alla Fabbrica del Vapore ha ospitato il talk dedicato al Digital Product Passport (DPP) con la testimonianza di brand di moda sostenibile e di provider che già hanno intrapreso questo percorso: Camilla Carrara, fondatrice e zero-waste designer ZEROBARRACENTO, Nicoletta Fasani, fashion designer, Giuseppe Benenati co-founder di Xylene.

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Entro il 2030 secondo le direttive della Commissione Europea e nell’ambito del nuovo regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, entrerà in vigore il Digital Product Passport (DPP).

“Adottare il passaporto di prodotto in questo momento significa essere in anticipo sui tempi“, ha spiegato Mariagrazia Berardi – tra gli ospiti della serata come membro di Enterprise Europe Network e project manager per CNA Lombardia.”Avere la possibilità di sperimentare ed esplorare le soluzioni prima che la normativa europea entri in vigore diventa fondamentale”.

Il passaporto digitale è un documento basato sulla tecnologia blockchain a garanzia della sicurezza e dell’accessibilità che attesta per ogni prodotto il suo processo di produzione e provenienza oltre alle caratteristiche di sostenibilità, ambiente e riciclabilità. “Ciò che farà la differenza nel futuro sarà la possibilità di poter provare la veridicità dei dati contenuti nei passaporti digitali” ha chiarito Giuseppe Benenati nel presentare la propria azienda provider della tecnologia, già impegnata nell’implementazione del passaporto per il settore dell’automotiv.

L’industria del tessile, notoriamente tra le più impattanti a livello ambientale e sociale nel mondo, sarà fortemente coinvolta da questa normativa. La sfida che si prospetta è molto impegnativa perché richiede alle aziende di mappare i propri fornitori, tracciare i prodotti attraverso sistemi digitali che permettono di ripercorrere le varie fasi e infine misurare l’impatto, tenendo conto delle variabili in cui questo verrà richiesto. Tale tecnologia aiuterà i consumatori a prendere decisioni d’acquisto più informate e sostenibili, riducendo il rischio di greenwashing da parte dei brand. Il passaporto digitale di ZEROBARRACENTO, ad esempio, creato con Xylene, sarà presente nella collezione autunno/inverno 2025 con un tracciamento attuale della loro filiera già al 60%.

Quello per il settore tessile è un vero e proprio cambio di paradigma, poiché, ha spiegato Nicoletta Fasani durante l’incontro, oggi non basta più la parola dell’artigiano ma “è arrivato il momento di raccontare le cose in modo più oggettivo: non c’è sostenibilità senza tracciabilità e non c’è tracciabilità senza trasparenza”.

Ecco perché l’adozione del DPP diventa per le aziende un contenuto valoriale che favorisce la competitività oltre ad aprire nuove opportunità di business in termini di controllo ed efficientamento della produzione: “la sfida per me è che la sostenibilità non sia qualcosa di raggiungibile per pochi, ma che possa estendersi prima alla maggioranza e poi a tutti” (Fasani).


L’evento dal titolo “Digital Product Passport: sfida o opportunità per il settore della moda?,  si è svolto 12 marzo 2024 presso la sede della Fondazione alla Fabbrica del Vapore nell’ambito del progetto Out of Fashion, piattaforma dedicata alla promozione della cultura della sostenibilità nel settore del tessile, abbigliamento e moda.