Cosa succederebbe se potessimo immaginare il futuro per orientare le scelte nel presente?

Non si tratta di previsioni o scenari ipotetici, ma di sviluppare una competenza concreta: la Future Literacy, che l'UNESCO considera fondamentale del XXI secolo. Tutti noi abbiamo a che fare con il futuro e ogni giorno prendiamo decisioni anticipanti. Tuttavia, essere "futures literate" significa sviluppare quella capacità di immaginare e usare il futuro per capire meglio il presente e prendere decisioni informate. Significa anche adattarsi al cambiamento ed essere in grado di usare l'immaginazione in modo consapevole.

WORKSHOP GRATUITO
"Il futuro della supply chain del tessile abbigliamento in Italia"
25 ottobre 2025 | Fabbrica del Vapore, Milano

Vi invitiamo a esplorare questa metodologia insieme a Mariagrazia Berardi e Nicoletta Boldrini: Berardi è esperta in sostenibilità tessile con oltre vent'anni di esperienza nel settore e formatrice specializzata in Futures & Foresight; Boldrini è facilitatrice di Futures Thinking & Strategic Foresight, Futures Literacy Advocate e giornalista e divulgatrice specializzata Emerging Technologies Scanning.

Il workshop accompagna il lancio dell'XI edizione di Out of Fashion, il corso di alta formazione organizzato da Fondazione Connecting Cultures che da oltre dieci anni prepara i professionisti della sostenibilità nel settore tessile-abbigliamento.

COSA FAREMO INSIEME

Durante il workshop lavoreremo in modo pratico seguendo la metodologia dei Futures Literacy Lab: attività partecipative progettate per utilizzare il futuro come strumento per guidare l'innovazione e navigare la complessità del presente.

Un punto chiave del lavoro sarà rendere "visibili" le supposizioni e i presupposti su cui si basano le nostre convinzioni che ci bloccano nel processo di cambiamento, per poi lavorare sulla formulazione di nuove visioni di futuro per la supply chain del tessile-abbigliamento in Italia.

UN'OCCASIONE PER SPERIMENTARE

Questo workshop vi permetterà di sperimentare in prima persona l'approccio formativo di Connecting Cultures: una metodologia esperienziale che mette al centro la pratica, il confronto tra prospettive diverse e l'apprendimento attraverso il fare.

INFORMAZIONI PRATICHE

Data: 25 ottobre 2025, dalle ore 10:00 alle ore 17:00
Luogo: Fabbrica del Vapore, Milano - sede Connecting Cultures | LOTTO 1
Partecipazione: Gratuita su prenotazione (massimo 20 partecipanti)

PER CONOSCERE MEGLIO OUT OF FASHION

Chiudiamo la giornata con un aperitivo informale dalle 17:30 alle 19:00 in compagnia di alcuni docenti e della Coordinatrice Out of Fashion. Un momento ideale per scoprire il nostro percorso formativo, confrontarvi con loro e approfondire le tematiche del corso.

Anche se non avete partecipato al workshop, siete benvenut*! È un'opportunità aperta a tutti per conoscere Out of Fashion.

Per saperne di più: https://outoffashion.connectingcultures.it/

di Paola Baronio

Ventisette anni, un sorriso contagioso e una laurea in Giornalismo ed Editoria alla Statale di Genova con una tesi sulla moda sostenibile, Virginia Grozio ha scelto il terzo settore come ambito della sua attività lavorativa: collabora infatti con l’ufficio stampa dell’Associazione Sclerosi Multipla e cura la comunicazione di Sarsì un progetto di moda sociale dedicato a donne in condizioni svantaggiate.
L’attività di Sarsì è collegata al Centro Anti-violenza Pandora, gestito dalla Cooperativa Mignanego, nel desiderio di offrire alle donne vittima di violenza la possibilità di emanciparsi attraverso la manualità e la creatività del fare moda.

Virginia Grozio

Sarsì è un termine genovese che significa rammendare e che evoca la pratica di riparare le reti da pesca – ci racconta Virginia – ma anche la possibilità delle donne di ricucire i frammenti della loro vita attraverso l’apprendimento del lavoro sartoriale”.
Sarsì è un marchio etico i cui capi sono realizzati  con materiali naturali, nel quale l’artigianalità si fonde con l’artisticità. Nel  laboratorio vengono realizzati modelli sartoriali e vengono riparati vecchi abiti che acquistano così nuova vita e nuovo valore. Sarsì, inoltre, organizza corsi di sartoria e refashion per aspiranti modelliste e offre inoltre alle clienti la possibilità realizzare capi da loro disegnati.

Virginia Grozio

Collezione Sarsì

La mia collaborazione a Sarsì risale alla ricerca intorno alla tesi di laurea – continua Virginia – nella quale ho scelto di riferirmi a casi concreti di moda etica sia a livello nazionale che locale. Ho iniziato con un tirocinio presso il laboratorio per la formazione dei crediti e non ho più smesso. Come progetto di moda sociale l’obiettivo di Sarsi è soprattutto nella proposta di tirocini di sartoria per favorire l’ingresso lavorativo. È un progetto che mette al centro la donna ma siamo orgogliosi della qualità dei nostri capi che sono venduti sulla piattaforma di e-commerce Etsi e promossi sulla pagine social di Facebook e Instagram.

Virginia Grozio
La passione per la moda etica e la vocazione per la comunicazione hanno portato Virginia Grozio ad organizzare la primavera scorsa l’Eco Fashion Day, una giornata interamente dedicata alla moda sostenibile che è stata ospitata presso il Palazzetto Rosso messo a disposizione da Alliances Françaises. Nel ricco programma un dibattito con esperti del settore, seguito da una sfilata multi-brand di marchi nati nell’ambito di laboratori sartoriali, accomunati da una forte attenzione per l’artigianalità e la sostenibilità.

Le modelle in passerella, tutte volontarie, rappresentavano le tipologie di donne vere, di ogni taglia. Tra i marchi che hanno preso parte alla giornata, oltre a Sarsì, Labito e Parpaya, anche alcuni legati all’esperienza di out of fashion come LaMafalda di Ilaria Ragusa e IUTY di Marta Zamparutti mentre tra i relatori è intervenuta Zoe Romano, la docente della nostra masterclass dedicata al Sistema dei Makers.

Virginia Grozio

Eco Fashion Day

Eco Fashion Day è stata una grande sfida – ci confida Virgina – ma anche una grande soddisfazione. Siamo riuscita a coinvolgere pubblico e addetti ai lavori, tra i quali la nota blogger di moda sostenibile Camilla Mendini che ci ha mandato un video da New York, con un budget inesistente. La città ha risposto bene e abbiamo l’intenzione di ripetere l’esperienza, magari con l’obiettivo di estendere la durata dell’evento, creando un festival di due o tre giorni. La formula è sicuramente da migliorare ma Eco Fashion Day è un sogno da ripetere”.

 

 

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